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Chitarra classica, acustica o elettrica: quale scegliere

Meglio iniziare con la chitarra classica, acustica o elettrica?

Non esiste una chitarra «per principianti»: la scelta giusta dipende dalla musica che vuoi suonare. La classica ha corde in nylon, morbide sui polpastrelli, e manico largo; l'acustica ha corde in acciaio, più dure all'inizio ma è lo strumento naturale per accompagnare la voce; l'elettrica ha le corde più morbide di tutte e il manico più stretto, quindi è tecnicamente la più facile da premere, ma richiede amplificatore. Il criterio decisivo è quale strumento ti fa venire voglia di suonare ogni giorno.

Le differenze reali, in breve

Chitarra classica

Corde in nylon: morbide sui polpastrelli, tensione bassa. Manico largo — circa 50 mm al capotasto — perché è pensata per suonare con le dita della mano destra, con le corde ben distanziate. Suono caldo e rotondo, volume contenuto.

È lo strumento del repertorio classico e della bossa nova, ed è la scelta giusta se vuoi suonare con le dita nude. Il manico largo, però, rende gli accordi più impegnativi per una mano piccola.

Chitarra acustica

Corde in acciaio, tensione più alta: all'inizio i polpastrelli protestano, poi si forma il callo e non ci pensi più. Manico più stretto della classica (circa 43 mm), cassa più grande, suono brillante e con molto più volume.

È lo strumento naturale per accompagnare la voce: pop, folk, cantautorato. Se l'immagine che hai in testa è «io, una chitarra e una canzone», è questa.

Chitarra elettrica

Corde in acciaio ma di calibro più sottile e tensione bassa, manico stretto, azione tipicamente più bassa: da premere è oggettivamente la più facile delle tre. Non ha un suono proprio senza amplificatore, ma anche uno piccolo da 10-15 watt basta per studiare, e in cuffia non disturba nessuno.

Rock, blues, funk, metal, jazz: se ascolti questo, non c'è motivo di partire da altro.

Il mito da smontare

«Comincia dalla classica, che è più facile, poi passi alle altre.»

È un consiglio che circola da decenni e che nasce da un'epoca in cui la scuola di chitarra era una sola. Non regge: la classica ha le corde morbide ma il manico più largo di tutte, quindi non è affatto la più facile da premere — è semplicemente la più gentile con i polpastrelli.

E soprattutto: la tecnica di base è la stessa. Postura, indipendenza delle dita, coordinazione fra le mani, senso del tempo, comprensione dell'armonia — tutto si trasferisce da uno strumento all'altro. Quello che non si trasferisce è la motivazione di chi ha comprato uno strumento che non suona la musica che ama.

Come scegliere in tre domande

  • Che musica vuoi suonare fra sei mesi? È la domanda che decide, le altre due sono di contorno.
  • Puoi fare rumore in casa? Se no, l'elettrica in cuffia risolve; una classica è comunque più discreta di un'acustica.
  • Hai mani piccole? Allora il manico largo della classica è un ostacolo reale: valuta acustica o elettrica.

Un caso frequente: i bambini

Sotto i dieci anni la classica in misura ridotta (3/4 o 1/2) è quasi sempre la scelta giusta: corde morbide, strumento leggero, nessun amplificatore da gestire. La misura conta più del tipo — un bambino su uno strumento troppo grande impara posizioni che dovrà correggere.

E se sbaglio?

Non è una decisione irreversibile. Chi comincia sul serio, prima o poi ne ha due. Ma partire dallo strumento sbagliato costa mesi di entusiasmo, ed è l'unica risorsa davvero scarsa quando si impara.

Se sei indeciso, leggi anche quale chitarra comprare per iniziare — dove spiego perché la regolazione conta più della marca — oppure scrivimi e ne parliamo prima che tu spenda un euro. Le lezioni partono comunque da quello che hai già in casa.

Aggiornata il 14 agosto 2026 · scritta da Carlo Minaudo, insegnante di chitarra e pianoforte a Bagheria e a Palermo.

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